Cambio vita: le storie di Silvia, Federica, Loriana, Patrycja e Lewincka

Hanno abbandonato un lavoro sicuro per inseguire i loro sogni, e questo è quel che hanno costruito: una start up che si occupa di manufatti artigianali, un laboratorio artistico, un frantoio e perfino un nuovo mestiere, il bra-fitting. Quattro storie vere di donne comuni che hanno deciso di invertire la rotta, e investire in un progetto in cui credevano davvero. Abbiamo fatto loro un po’ di conti in tasca, per capire in quale misura sia possibile seguire il loro esempio

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LORIANA: ADDIO TOGA, TORNO ALLA TERRA
Marchigiana intraprendente e volitiva, Loriana Abbruzzetti è nata a Fermo il 18 aprile 1965. Dopo aver superato tutti gli esami di giurisprudenza, decide di mollare tutto per rilevare il frantoio di famiglia insieme al fratello. È presidente di Pandolea, una rete di donne produttrici di olio, e il suo impegno nella promozione della cultura dell’olio le è valso il Premio Internazionale “Le Tecnovisionarie” nel 2015.
Come hai vissuto il cambiamento? “Non è stato difficile. Nascere e crescere in una casa al piano superiore a un frantoio, vivere l’esperienza di un’attività così coinvolgente ti segna per la vita. Quando i miei genitori si sono resi conto che entrambi i figli avevano scelto percorsi alternativi all’attività agricola hanno deciso di chiudere alcune attività tra cui il frantoio, che necessitava di un rinnovo tecnologico e molto lavoro. Una decisione inaspettata che ha messo me e mio fratello davanti a una scelta difficile: tornare alla terra e prendere in mano l’azienda sostituendo pian piano i nostri genitori o lasciare che abbandonassero l’attività? Abbiamo optato per la prima scelta, lanciando la nuova gestione con piccoli investimenti, senza neanche renderci conto di quello che avrebbe significato in futuro”.
Come hai fatto a far crescere l’attività? “Un articolo pubblicato nel 2002 sul ‘Gambero rosso’ dedicato alle ‘donne dell’olio’ mi ha fatto scoprire che esisteva una comunità di questo tipo. Ho contattato alcune di queste signore e così è nata Pandolea, associazione culturale di cui sono presidente, con la mission di diffondere la cultura dell’olio di qualità con iniziative culturali e attività di educazione alimentare nelle scuole. Da anni portiamo l’olio nelle classi per farlo conoscere e per spingere i ragazzi a fare una sana merenda: ‘bruschetta vs merendina’, perché non siamo solo donne dell’olio ma anche donne, madri, generatrici”.
Quando è costato creare l’associazione? “Pandolea si autofinanzia con la quota delle associate, 50 euro annue”.
Sei soddisfatta dei risultati? “Economicamente non molto, ma la soddisfazione personale è totale. Non avrei potuto fare altro”.
Progetti per il futuro? “Vorremmo istituire nelle scuole d’Italia una “Settimana dell’Educazione Alimentare”, aspettiamo risposta dalle istituzioni e dai ministeri competenti (Miur, Mipaaf, Salute)”.

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